Il Baro e il Bambino

from by MARNERO

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lyrics

IL BARO E IL BAMBINO
Un Vuoto riempie una stanza,
il buio è sostanza e presenza di luce esaurita.
Il Baro infilandosi i guanti dice a tutti quanti:
“Affinché voi mi crediate in vita”.
Poi muove le dita e serve la mano con un movimento delle sopracciglia.
La foresta avanza, un bimbo corre nella stanza
con foglie attaccate alla maglia:
è reduce da una battaglia dentro la foresta,
o meglio contro la foresta.
Il Baro racconta la storia della sua vita, o di ciò che ne resta.
Il Cieco scruta le carte e dice:
“Amico, questo non è il tuo copione”.
Il barometro è impazzito, il bimbo punta il dito
e gli grida: “Imbroglione!”
In disparte di fronte allo Specchio, ma fuori dal suo riflesso,
le carte false le tiene per sé.
La parete è avanzata, la stanza è cambiata,
e il Baro non può più sedersi in disparte.
Il Bambino è un po’ più grande
e chiede di giocare a carte.
Il Baro non vuole il contatto con gli altri,
non ha mai saputo adattarsi al contesto.
Del resto non guarda lo Specchio
e non vede il Bambino che imita ogni suo gesto.
Il Baro perde la mano anche se è lui
a mischiare il mazzo: non sa più quando bara.
“Cazzo, il Bambino ormai è un ragazzo”.
Il Baro spacca il bicchiere, si taglia una mano
e il ragazzo gli porta una benda,
ma gli cade il Manuale e ormai è tempo che si arrenda.
La ferita rimane aperta, la farsa ora è scoperta
e il Baro ormai è stanco di sé.
Il rosso in terra è sangue vero che riscrive il gioco da zero.
E il gioco è lasciarsi perdere.
Il Baro ora guarda lo Specchio e il Bambino ormai è un vecchio.
“Il Manuale e il Diario di Bordo li ho bruciati,
sì d’accordo, ma io non scordo
una bara, un ruolo, una maschera, un mimo, un volto.
Un me stesso ormai dissolto. Ormai sepolto.
Una scheggia nella mano che fa male,
che non provo più a levare,
ma stringo il pugno ancor di più”.
Brucia le carte false, brucia il manuale.
Brucia le carte false, brucia il manuale.

____________
Nel frattempo, un Bambino piccolo, selvatico, corre nella Taverna come un pazzo, ma al contatto con gli avventori inizia a crescere: li osserva, li imita, diventa come loro, presto invecchia e muore.
Un Baro serve le carte mantenendosi in disparte per non riflettersi nel gigantesco Specchio. Ma presto anche i suoi trucchi migliori si riveleranno inutili: getta le carte false perché non sa più distinguere quando bara da quando non bara. Si ferisce una mano, sanguina, stringe il pugno e tiene duro.

credits

from La Malora, released January 1, 2016
Michele Boldrin: violini, viola

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MARNERO Bologna, Italy

LA MALORA
Out 1 Jan 2016
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www.ilmarnero.com

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