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Featuring:
Alessandro Casolari: voci
Nicola Manzan: violino e viola
Matteo Bennici: violoncello

lyrics

IL SETTIMO SENSO

Non è stata la sfortuna. Non è stata la congiura.
Non è stato il destino.
Nemmeno gli alieni, l’isis, l’arbitro
o quel burlone di Dio.
Sono stato, sono stato io.

Sono stato io. Sono stato io. Sono stato io
Colpo di frusta sul colpo di mano, (Sono stato io)
Colpo di grazia chiesta al dio dell’Uragano.
(Sono sempre io) Quando appare la noia in paranoia
ma, in quanto a pare, il vero condannato è il boia.
Non perdonatemi che so quello che faccio
e dentro al buio, a quanto pare, non c’è niente
a parte il rimorso di essere innocente.

(Siamo stati Noi) A domare il mare con la frusta
Scatenando la reazione opposta
(Siamo stati Noi) Ad affrontare la stessa tempesta
ma con una nave a testa
Siamo stati Noi

E come Damocle
non abbiamo mai ballato meglio
che con quella spada sulla testa.

______________
Il Settimo Senso

Sono stato io, dice un Caino qualsiasi, bisbigliando la sua storia, come tutti. Sono stato io, dice (a buttarmi in mare per scappare dalla pioggia a non guardare la ferita a lasciar passare il passato senza che sia neanche mai incominciato). Sono stato io a “vivere la mia morte con un anticipo tremendo” (FdA). Sono stato io a ___________________ (riempi a piacere). Il Settimo è il Senso di colpa degli auto-condannati, impiccati senza corda, o archi o fiato, che vanno avanti portando un debito, o essendo quel debito stesso. Riconoscersi in questo debito comune segna il passaggio dall’Io al Noi: noi, tutti con il nostro capo d’accusa, la devastazione del nostro castigo, il nostro ergastolo, accettando la colpa generazionale di ciò che si è, di ciò che (non) si è stati, di ciò che (non) si potrà mai essere. Colpo su colpa, colpo di scena: la colpa dà dipendenza, e la colpa più grande è quella di aver voluto condurre da soli la nave, nonostante il fatto che attraversiamo, tutti quanti noi, la stessa tempesta. Ma adesso che sappiamo che il condannato è il boia, la vittima è il carnefice, il prigioniero è il guardiano, e ciascuno è sovrano del proprio asservimento, rivendichiamo la colpa di un naufragio volontario, di una diserzione, di un ammutinamento, di aver ordinato di dare fuoco alle navi, e che perciò adesso non si può più tornare indietro. La colpa cerca un castigo o il castigo cerca una colpa? Ho una sola domanda a disposizione per scoprirlo.

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MARNERO Bologna, Italy

QUANDO VEDRAI LE NAVI IN FIAMME SARÀ GIUNTA L'ORA
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Out 1 Oct 2018
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